La legge prevede tra i requisiti per accedere alla prima casa quello della non titolarità di altro bene immobile sul territorio nazionale per il quale già si usufruisce dell’agevolazione in parola o di altre simili. Il requisito è stabilito alla lett.c), nota II-bis, art.1, P.te Prima, DPR 131/1986 (d’ora in poi nel testo: “la Nota II-bis”). Ricordiamo che il DPR 131/1986 è il testo unico sull’imposta di registro.

Testualmente, la detta lettera c) prevede che, per poter usufruire del beneficio, l’acquirente non deve “essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni” in questione o di altre leggi (citate espressamente nel testo integrale della lettera, cu si rimanda); della sussistenza della condizione di cui alla lett.c) l’acquirente deve fare dichiarazione nell’atto di acquisto.

La Legge di Stabilità per il 2016 (art. 1, co.55, L. 208/2015), aggiungendo il comma 4-bis nella detta Nota II-bis, ha previsto che si può acquistare ugualmente il nuovo bene, e dunque usufruire dell’agevolazione per la prima casa, se entro l’anno dalla data dell’atto (di acquisto) si procede a vendere il bene che non ci fa rispettare la condizione di cui alla lett. c.

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