Spesso ci si ritrova a dover indicare la propria residenza o il proprio domicilio. Ma di che cosa si tratta? E quali sono le differenze? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Nel riportare quanto disposto dalla legge su residenza e domicilio, il sito web La legge per tutti ha spiegato che nel linguaggio comune spesso le due cose vengono confuse, ma per la legge questi termini esprimono due concetti profondamente diversi.

La residenza

La residenza è il luogo in cui una persona ha la dimora abituale, ossia vive in modo stabile e duraturo, e deve essere fissata con una pratica amministrativa nel Comune in cui si vive.

Ogni cittadino ha l’obbligo legale di fissare la propria residenza nel Comune in cui vive. La residenza va infatti registrata presso gli uffici competenti di ogni Comune (ufficio anagrafe), compilando un’apposita dichiarazione.

Alla registrazione formale seguirà un accertamento da parte della polizia municipale. Entro 45 giorni dalla dichiarazione, gli agenti si recheranno presso l’indirizzo indicato per verificare se effettivamente il dichiarante risiede in quel luogo. Se la verifica ha esito negativo, occorrerà pagare una sanzione amministrativa che va dai 25,82 euro ai 129,11 euro.

Se ci si trasferisce stabilmente in un’altra città, si deve cambiare la residenza recandosi presso gli uffici anagrafici del Comune in cui si va a vivere. Al contrario, se si lascia il proprio paese per un periodo breve o comunque temporaneo, il cambio di residenza non è necessario. La residenza, infatti, è fortemente caratterizzata dal concetto di abitualità: essa è il luogo in cui la persona vive abitualmente e in modo permanente.

La legge impone a ogni cittadino di fissare la propria residenza e impone sanzioni a chi non vi provvede. Fissare la propria residenza in un determinato Comune porta infatti con sé una serie di conseguenze legalmente importanti.

La residenza incide sull’iscrizione alla lista elettorale di quel determinato Comune; sulla scelta del medico di famiglia; sugli adempimenti da svolgere in caso di matrimonio; sulla ricezione di raccomandate o di atti giudiziari; sulla competenza dei tribunali e degli uffici giudiziari in generale; sulla ricezione di certificati anagrafici; sulla possibilità di accedere ai servizi demografici del proprio Comune.

Il domicilio

Il domicilio è il luogo in cui una persona stabilisce la sede dei suoi affari e interessi: ad esempio, il posto in cui lavora o da cui intende seguire uno specifico affare. Il domicilio può coincidere con la residenza o meno. In quest’ultimo caso, occorrerà eleggere domicilio in un luogo diverso rispetto a quello di residenza. L’elezione di domicilio non è una pratica amministrativa, ma una dichiarazione che di solito si fa per specifici affari.

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 La legge per tutti

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